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Idropittura per interni ed esterni: quale mettere su quel muro

Tecnico AMES

Vernici per Interni ed Esterni Edilizia

«Ho preso la pittura migliore che avevano e in facciata si è sfogliata lo stesso.» Quando mi dicono così la prima cosa che chiedo non è che pittura hai usato. È che cosa c'era sotto.

Si parte dal muro, non dal catalogo

Una pittura si sceglie guardando il supporto. Intonaco nuovo a calce, intonaco cementizio, cartongesso, vecchia pittura sintetica, rivestimento plastico: ognuno accetta alcuni prodotti e ne rifiuta altri. Prima di tutto fai la prova più semplice: passa la mano sul muro. Se ti resta bianca, la pittura vecchia sfarina, e qualunque cosa ci metti sopra si stacca insieme a lei. Lì serve un fissativo, e la scelta fra le versioni acriliche, vinilica o al solvente dipende da quanto è compromesso il supporto.

Interni

  • Traspirante: per soffitti e camere, dove la parete deve respirare e non serve lavarla spesso.
  • Lavabile: corridoi, cucine, camerette, uffici. Come la 907 o la Casamia del Colorificio Adriatico.
  • Per cartongesso: ci sono prodotti superopachi pensati apposta, che nascondono meglio stuccature e giunti sotto la luce radente.
  • Anticondensa e igienizzanti: per bagni e pareti fredde. Ma attenzione: la pittura aiuta, non cura. Se la muffa torna, prima si pulisce e si tratta la parete, e si guarda perché c'è condensa.

Esterni: tre famiglie, tre comportamenti

Le pitture al quarzo sono il classico per le facciate: coprono bene e mascherano le piccole irregolarità. Le silossaniche sono idrorepellenti ma restano traspiranti, e sono una buona scelta dove la pioggia battente bagna la facciata. Le pitture ai silicati fanno presa con il supporto minerale: vanno benissimo su intonaci a calce e cementizi, ma non su vecchie pitture sintetiche, dove non hanno niente a cui legarsi.

Se la facciata ha cavillature, le elastomeriche come la linea Elastone coprono le fessure sottili e seguono i piccoli movimenti. Non riparano una crepa strutturale: quella va prima capita.

Gli errori che rifaccio più volentieri a parole che a pennello

  • Pitturare un intonaco nuovo troppo presto, prima che abbia stagionato.
  • Dare una silossanica o ai silicati sopra un quarzo vecchio senza chiedere se è compatibile.
  • Diluire a occhio. La diluizione cambia fra prima e seconda mano ed è scritta in scheda.
  • Pitturare la facciata con il sole pieno o con l'umidità della sera che arriva. La pittura asciuga male e lascia segni.

Il colore

Molte pitture si fanno a tintometro sulle basi. Se ti serve continuità fra un lotto e l'altro, calcola bene le quantità e prendile insieme: una tinta rifatta a settimane di distanza può staccare di tono in mezzo a una parete.

Cosa mi serve sapere

  • Interno o esterno, e che ambiente: bagno, cucina, facciata esposta alla pioggia.
  • Il supporto: intonaco nuovo o vecchio, cartongesso, pittura esistente e di che tipo.
  • Se ci sono muffe, sfarinamenti o cavillature.
  • I metri quadri circa e il numero di mani previsto.
  • Il colore, con codice se ce l'hai.

Questi ce li abbiamo in negozio

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