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Le punte da metallo che ti durano una giornata: il problema sono i giri, non la punta

Tecnico AMES

Punte per Metallo e Plastica Professionali

«Mi si brucia una punta a foro.» Su acciaio inox è la frase che sento più spesso, e la risposta quasi non cambia mai: troppi giri e troppa poca spinta. Sembra il contrario di quello che verrebbe da fare, e infatti si sbaglia in buona fede.

Perché andare piano è l'unico modo

La punta taglia solo se il tagliente entra nel materiale e stacca un truciolo. Se vai veloce e spingi poco, il tagliente striscia invece di tagliare: tutto quello che produci è calore, la punta arriva al rosso, perde il filo in pochi secondi e da quel momento non taglia più niente — la spingi, scalda di più, e finisce.

Sull'inox c'e' un secondo guaio: incrudisce. Se strisci sulla superficie invece di tagliarla, la indurisci proprio dove devi forare, e al tentativo dopo è peggio di prima. Per questo un foro sbagliato sull'inox rovina anche la punta successiva.

La regola dei giri, quella che uso a mente

Il numero preciso viene da una formula, ma in officina si ragiona così: più grande è la punta, meno giri, e più duro è il materiale, meno giri. In pratica:

  • ferro dolce, punta piccola (3-5 mm): si può andare allegri;
  • ferro, punta da 10-13 mm: giri bassi, spinta decisa;
  • inox, qualunque diametro: giri bassissimi, spinta continua, e non alzare mai la punta a metà foro.

Il controllo lo fa il truciolo. Se escono due riccioli continui, stai tagliando giusto. Se esce polvere o scintille, stai strisciando: rallenta e spingi di più.

Il refrigerante non è per raffreddare la punta

O meglio, non solo. Serve soprattutto a lubrificare il tagliente e a portare via il truciolo. Sull'inox e sull'acciaio duro l'olio da taglio fa la differenza fra dieci fori e cento. Sull'alluminio serve a non far incollare il truciolo sul tagliente. Su ghisa e ottone, invece, si fora a secco: sono materiali a truciolo corto e il liquido impasta solo.

HSS, cobalto, titanio: quando conviene spendere

  • HSS — va bene per ferro, legno, plastica. Per il novanta per cento dei lavori normali basta.
  • HSS-Co (cobalto, 5% o 8%) — tiene il filo a temperatura più alta. Se lavori inox, questa è la spesa che rientra subito: non è un lusso, è la punta giusta per quel materiale.
  • Rivestimenti (TiN, TiAlN) — riducono l'attrito e aiutano sulla produzione ripetuta. Su un uso saltuario incidono poco: il rivestimento è un micron, e appena la punta si riaffila non c'e' più.

Il centro, e l'ultimo millimetro

Due gesti che allungano la vita a tutto. Punzona sempre il centro: una punta che parte a spasso lavora storta e si rompe sul tagliente. E quando stai per uscire dall'altra parte, alleggerisci: nell'ultimo millimetro il materiale cede di colpo, la punta si impunta e su lamiera sottile è lì che si spezza — o ti strappa il pezzo di mano.

Cosa mi serve sapere per consigliarti

Dimmi che materiale (e se è inox, dimmi quale), che diametri e quanti fori al giorno. Se sono tanti fori uguali ti conviene una cosa, se sono pochi e assortiti un'altra. E se hai un trapano a batteria, dimmelo: sui diametri grossi il limite spesso è la coppia della macchina, non la punta, e allora è inutile comprare punte migliori.


Questi ce li abbiamo in negozio

Qualche pezzo della gamma che teniamo. Se non trovi la misura o il modello che ti serve, chiedi: quello che vedi online è una parte di quello che possiamo procurarti.

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Dimmi cosa devi fare e ti rispondo io. Non serve che tu sappia già il modello: descrivimi il lavoro, il materiale e quante ore al giorno, e ti propongo due o tre soluzioni con il preventivo.

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