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Riscaldare il cantiere: combustione diretta, indiretta o elettrico

Tecnico AMES

Riscaldatori Ambienti Professionali

«Ho acceso il generatore a gasolio dentro il capannone e dopo mezz'ora i ragazzi avevano mal di testa.» Mi chiedo sempre se è un generatore a combustione diretta o indiretta. Quasi sempre è diretta. E allora quel mal di testa non è una coincidenza.

Diretta e indiretta: dove vanno i fumi

Nella combustione diretta l'aria che esce calda è mescolata con i prodotti della combustione. Rende quasi tutto il calore che produce, ma i fumi restano nell'ambiente. Va bene in spazi aperti, semiaperti o molto ventilati. Nella combustione indiretta la fiamma sta in una camera separata, lo scambiatore scalda l'aria, e i fumi escono da una canna fumaria che va portata fuori. È la scelta per ambienti chiusi dove lavorano persone: capannoni, locali in ristrutturazione, tensostrutture.

Il monossido non si sente

Il monossido di carbonio non ha odore. Mal di testa, nausea, sonnolenza sono i primi segnali, e vanno presi sul serio: si spegne e si esce all'aria. Anche con la combustione indiretta il tubo dei fumi deve essere integro e ben collegato, e il generatore deve avere aria di combustione sufficiente. Con i riscaldatori a gas, le bombole si tengono secondo le indicazioni del costruttore e i tubi e i regolatori si controllano prima di ogni stagione.

Elettrico e infrarosso

I generatori elettrici non hanno fumi e sono i più semplici in ambienti chiusi e piccoli, ma chiedono potenza elettrica: prima di sceglierli controlla cosa regge il quadro del cantiere. Gli infrarossi non scaldano l'aria ma le persone e le superfici che colpiscono: funzionano bene per una postazione fissa, un banco, una zona di carico, anche in ambienti grandi che non avrebbe senso scaldare tutti.

L'umidità: il dettaglio che rovina i massetti

La combustione produce anche vapore acqueo. Un generatore a combustione diretta in un locale chiuso scalda ma aggiunge umidità, e se stai cercando di far asciugare intonaci o massetti ottieni l'effetto contrario: condensa sui vetri e tempi più lunghi. Per asciugare si usa calore senza fumi insieme a un buon ricambio d'aria o a un deumidificatore.

Come si dimensiona

La potenza dipende dal volume da scaldare, da quanto è isolato (un capannone con i portoni aperti è quasi esterno), dalla temperatura esterna e da quella che vuoi ottenere. Meglio un generatore giusto che lavora con continuità che uno enorme che si accende e si spegne. Filtri, ugello e fotocellula vanno puliti a inizio stagione: la maggior parte dei «non parte» che vedo a novembre si risolve lì, insieme al gasolio vecchio rimasto nel serbatoio dall'inverno prima. In collezione trovi generatori Master, Heylo e Trotec, oltre agli infrarossi Fervi.

Cosa mi serve sapere

  • Dimensioni dell'ambiente e se è chiuso, aperto o semiaperto.
  • Chi ci lavora dentro e per quante ore.
  • Alimentazione disponibile: gasolio, gas, corrente e quanta.
  • Se devi solo scaldare o anche asciugare.

Questi ce li abbiamo in negozio

Qualche pezzo della gamma che teniamo. Se non trovi la misura o il modello che ti serve, chiedi: quello che vedi online è una parte di quello che possiamo procurarti.

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Dimmi cosa devi fare e ti rispondo io. Non serve che tu sappia già il modello: descrivimi il lavoro, il materiale e quante ore al giorno, e ti propongo due o tre soluzioni con il preventivo.

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