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Trattamento acqua: come scegliere il prodotto per caldaie e circuiti

Tecnici AMES

Il prodotto giusto dipende da cosa vuoi evitare: il calcare si previene con un antincrostante, la corrosione con un inibitore, l'ossigeno disciolto in caldaia con un deossigenante. Se il calcare è già depositato serve invece un disincrostante acido, che ha pH vicino a 1. Per l'acqua di piscina si usano cloro, flocculanti e correttori di pH. Prima di comprare, fai analizzare l'acqua dell'impianto: da lì si ricavano prodotto e dose.

I tipi

  • Inibitori di corrosione: proteggono il metallo di caldaie e circuiti. Un esempio è l'inibitore Amin Vap di Chemical Roadmaster.
  • Antincrostanti e disperdenti: impediscono al calcare di depositarsi su scambiatori e tubazioni, per esempio negli impianti di raffreddamento. Come il Sequestrol Bio.
  • Disincrostanti acidi: sciolgono il calcare già formato. Sono prodotti aggressivi, da usare con cautela.
  • Deossigenanti e dealcalinizzanti: tolgono l'ossigeno disciolto dall'acqua di caldaia, che è una delle cause principali di corrosione. Ci sono anche versioni volatili.
  • Condizionanti liquidi: preparati che trattano l'acqua di caldaia in modo complessivo.
  • Fluidi preservanti e antigelo concentrati: servono a conservare e proteggere i circuiti.
  • Cloro, igienizzanti e riduttori di pH: per l'acqua di piscina e di processo. Nella collezione trovi il dicloroisocianurato FP 56, il tricloroisocianurato FP 90, il flocculante Perfloc L e correttori come il PH Meno.

Come scegliere in base al lavoro

Impianto Cosa prendere Perché
Caldaia a vapore o ad acqua calda Deossigenante, condizionante, inibitore Ossigeno, calcare e corrosione agiscono insieme nello stesso circuito.
Circuito di raffreddamento Antincrostante disperdente e inibitore Il calcare sugli scambiatori peggiora lo scambio di calore.
Impianto già incrostato Disincrostante acido, poi un antincrostante Prima si pulisce, poi si evita che il calcare si riformi.
Impianto fermo o d'inverno Fluido preservante o antigelo concentrato Protegge il circuito quando non lavora.
Piscina o acque di processo Cloro, correttore di pH, flocculante Igienizzano, regolano il pH e chiarificano l'acqua.

In pratica il percorso è sempre lo stesso: analisi dell'acqua, scelta del prodotto in base al problema (calcare, corrosione, ossigeno, igiene), scelta della forma (liquido, polvere, pastiglie) in base a come dosi, e controlli periodici dei parametri con eventuale correzione della dose. Se l'impianto ha più problemi insieme, un condizionante liquido che li tratta in un solo prodotto semplifica il dosaggio; se i problemi sono distinti, spesso conviene separare i prodotti.

Le caratteristiche da guardare

  • pH: nella collezione va da meno di 1 a 13. I valori bassi indicano prodotti acidi (disincrostanti, riduttori di pH), quelli alti prodotti alcalini. Serve per scegliere i materiali del dosatore e i dispositivi di protezione.
  • Stato fisico: liquido nella maggior parte dei casi, ma ci sono anche polveri, granulari, ovuli e pastiglie da 200 g. I solidi si dosano in modo diverso dai liquidi.
  • Densità: da circa 1 a oltre 2 kg/l. Ti serve per convertire litri e chilogrammi quando calcoli la dose.
  • Confezione: da 5 kg fino a fusti da 210 kg e contenitori da 1000 kg. Per un impianto piccolo non conviene il fusto, per uno grande sì.
  • Odore e colore: sono utili per riconoscere il prodotto, ma non per sceglierlo. Alcuni inibitori hanno un odore di ammina, altri non hanno odore.

Errori comuni

  • Scegliere senza analisi dell'acqua. Durezza e pH cambiano da zona a zona, e la dose giusta cambia con loro.
  • Mescolare prodotti diversi. Soprattutto cloro e prodotti acidi: non vanno mai messi a contatto, perché si può sviluppare cloro gassoso.
  • Usare un disincrostante acido su materiali che non lo sopportano. Controlla sulla scheda con quali metalli è compatibile.
  • Dosare a occhio. Troppo poco non protegge, troppo può danneggiare. Meglio una pompa dosatrice.
  • Non controllare più i parametri. Il dosaggio va rivisto con controlli periodici, non fissato una volta per sempre.
  • Trascurare la conservazione. Fusti e taniche vanno tenuti chiusi, etichettati e lontani da altri prodotti chimici con cui potrebbero reagire.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra antincrostante e disincrostante?

L'antincrostante evita che il calcare si formi, il disincrostante lo scioglie quando c'è già. Spesso si usano uno dopo l'altro.

Come si dosa il prodotto?

Con una pompa dosatrice o nel punto indicato dal fornitore, nella quantità ricavata dall'analisi dell'acqua. Non va miscelato con altri prodotti chimici.

Posso usare un prodotto da piscina anche in un impianto industriale?

Dipende dall'impianto: cloro e correttori di pH nascono per l'acqua di piscina e di processo, non per caldaie. Per i circuiti di raffreddamento scegli prodotti indicati per quell'uso, come gli antincrostanti disperdenti.

Servono protezioni per maneggiarlo?

Sì: guanti e occhiali come minimo. Per i prodotti molto acidi o alcalini leggi la scheda di sicurezza.

Lo stesso prodotto va bene per caldaia e piscina?

No. Sono usi diversi, con prodotti diversi: per l'acqua di caldaia si usano deossigenanti e condizionanti, per la piscina cloro e correttori di pH.

Trovi tutti i prodotti nella collezione Trattamento acqua: se non sai quale scegliere, chiedi un preventivo o un consiglio ai tecnici AMES con i dati dell'analisi dell'acqua.

  • guida all'acquisto

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