Guanti antitaglio, termici e chimici: prima il rischio, poi il guanto
«Dammi il guanto più resistente che hai.» Me lo chiedono spesso, e ogni volta rispondo con una domanda: resistente a cosa? Un guanto che ferma una lamiera tagliente può sciogliersi sopra un pezzo appena saldato, e un guanto chimico perfetto per un solvente si apre al primo spigolo. Nei guanti speciali non esiste il più forte in assoluto: esiste quello giusto per il rischio che hai davanti.
Ogni rischio ha la sua marcatura
Sul dorso o sull'etichetta trovi dei pittogrammi con sotto dei numeri o delle lettere. Sono loro che ti dicono cosa fa il guanto, non il nome commerciale:
- EN 388: rischi meccanici. Abrasione, taglio, strappo, perforazione, e una lettera per il taglio misurato col metodo più severo. Se in fondo c'è una P, il guanto è provato anche contro gli urti sulle nocche.
- EN 407: calore e fiamma. Qui conta capire se ti serve il contatto con un pezzo caldo o la protezione dalla fiamma.
- EN 511: freddo, per chi lavora in celle o all'aperto d'inverno.
- EN ISO 374: prodotti chimici e microrganismi, con le lettere delle sostanze contro cui è stato provato.
Se un pittogramma non c'è, quella protezione non è garantita. Sembra ovvio, ma in assistenza vedo guanti da meccanica usati per prendere pezzi dal forno.
Antitaglio: il livello alto non basta se il guanto non si tiene
Nel carico e scarico di lamiere, nel vetro, nei profili tranciati serve un livello di taglio serio. Ma il guanto antitaglio più alto è anche il più rigido: se per avvitare una vite te lo sfili, hai zero protezione. Tra i modelli che teniamo trovi fibre tecniche con spalmature in nitrile o poliuretano, più sottili e sensibili, e guanti più pesanti per il lavoro grosso. Si sceglie sul pezzo che maneggi, non sul numero più alto del catalogo.
Chimici: conta la sostanza, non il colore
Nitrile, lattice, neoprene reagiscono in modo diverso a oli, solventi, acidi. Un guanto chimico va scelto sapendo cosa tocchi e per quanto tempo. L'errore più comune che vedo è riusarlo per giorni: la sostanza passa attraverso il materiale anche senza buchi visibili. Se è monouso, si butta; se è riutilizzabile, si lava da indossato e si controlla prima di rimetterlo.
Calore, fiamma e vibrazioni
Per saldatura, forni e fonderia servono guanti in pelle o in fibre resistenti alla fiamma, abbastanza lunghi da coprire il polso. Per chi usa martelli demolitori o smerigliatrici tutto il giorno esistono guanti antivibrazione, che riducono una parte delle vibrazioni ma non sostituiscono le pause e una macchina in buono stato.
Cosa mi serve sapere
Per proporti il guanto giusto dimmi che materiale maneggi (spigoli, pezzi caldi, freddo, quali prodotti chimici), quante ore al giorno lo porti, se ti serve sensibilità per viti e minuteria e che taglie hanno i tuoi operai. Se lavorate con sostanze chimiche, portami la scheda di sicurezza: parto da lì.
Questi ce li abbiamo in negozio
Qualche pezzo della gamma che teniamo. Se non trovi la misura o il modello che ti serve, chiedi: quello che vedi online è una parte di quello che possiamo procurarti.
Guanto leggero in lattice per alimenti protezione chimica B (Pk12) Portwest AP76Portwest
Guanto chimico neoprene Portwest A820Portwest
Guanto protezione chimica Nitrosafe Plus Portwest A812Portwest
Guanto protezione chimica Nitrosafe Portwest A810Portwest
Guanti termici antiurto resistenti al taglio Portwest A729Portwest
Guanto Grip termico Portwest A140Portwest
Vedi tutta la categoria: Guanti Antinfortunistici Speciali
Dimmi cosa devi fare e ti rispondo io. Non serve che tu sappia già il modello: descrivimi il lavoro, il materiale e quante ore al giorno, e ti propongo due o tre soluzioni con il preventivo.
— il tecnico AMES
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